martedì 15 marzo 2016

Hammurabi



Oggi è giovedì e a scuola sono in programma le "opzioni di scrittura".
Questo vuol dire che i ragazzi possono scegliere di lavorare, individualmente o a coppie, su dieci generi diversi di testo e tra tre differenti strumenti: la penna, l'iPad o il computer.
Vuol dire anche che sono sguinzagliati in vari ambienti, alcuni in classe, altri in qualche angolo del salone comune e qualcuno nell'aula multimediale.
Giro nei vari locali in maniera più o meno equa, cercando di tenerli tutti d'occhio, di aiutare chi me lo chiede e curiosando tra i testi che crescono nel lieve brusio delle coppie che pianificano forma e contenuti.
Il gruppo che lavora ai computer ha alcuni problemi tecnici e mi fermo abbastanza a lungo nell'aula multimediale per risolverli. Quando tutto va a posto torno in classe, da dove arriva un inquietante silenzio.
Allungo il passo trattenendo il respiro, mi affaccio alla porta e lo spettacolo che mi attende è il peggiore che mi aspettassi: Teseo, Guido e Nurlan, in piedi, fanno corona a Lorenzo che armeggia su un iPad appoggiato sul suo banco; non ci vuole troppa fantasia per immaginare cosa stanno guardando, la nostra scuola dispone di filtri per i siti pericolosi, ma più volte abbiamo verificato che hanno un'efficacia limitata ed è già successo che qualcuno dei ragazzi sia stato trovato a navigare in maniera troppo disinvolta.
La diga migliore sono proprio loro, gli ho dato fiducia e immaginarla tradita è la cosa che mi brucia di più.
I quattro mi danno le spalle e mi avvicino silenziosissimo, non abbastanza. Qualcosa rivela la mia presenza e le mani di Lorenzo, con la rapidità di un prestidigitatore, si muovono sullo schermo cancellando ogni traccia dell'indubbio uso improprio.  
Chiaramente questo mi manda in bestia.
"Cosa stavate facendo?" Urlo a pochi centimetri dalle loro facce che sono sbiancate.
Sobbalzano e naturalmente stanno zitti.
"Adesso mi spiegate subito cosa stavate guardando su quell'iPad, e non me lo fate dire un'altra volta!" Il tono è più basso ma vibra meglio, c'è molta più decisione e minaccia.
"Teseo non c'entra, era venuto a chiamarmi per continuare la storia..."
È Lorenzo a scagionare l'amico, comportamento leale, la rabbia scende di un paio di scalini.
"È così Teseo?"
"Sì, ma poi mi sono fermato a guardare cosa facevano..."
"Guido, Nurlan, e voi?"
"Io ho avuto l'idea."
"Io ero d'accordo."
Beh, almeno sanno assumersi le loro responsabilità e nessuno piagnucola, se non sto attento mi ridiventano simpatici, invece devo essere inflessibile, prima di tutto per la loro tutela.
"E qual era questa idea? Dovete dirmelo, vi punirò ugualmente, ma se state zitti o mi raccontate una balla sarà molto peggio."
Niente di eccezionale come discorso, ma è il tono che conta e la comunicazione non verbale, i ragazzi sentono che faccio sul serio, non vedono uscite di sicurezza.
Si guardano esitanti, si consultano con gli occhi, stanno per cedere.
In quel momento mi accorgo che l'iPad che Lorenzo tiene ancora in mano è di John.
"Ma avete preso anche un iPad non vostro, questo è ancora più grave, ma si può sapere cosa avete nella testa?"
"Sai è perché John tifa per la Juve..."
"E che c'entra?"
Abbassano lo sguardo, farfugliano qualcosa.
"Non capisco, ditemi cosa volevate fare o passerete grossi guai!"
"John è assente e volevamo cambiare lo sfondo del suo iPad..."
"Volevamo farlo viola e scriverci Alè Fiorentina!!!"
E io che credevo fossero su un sito osceno... È proprio vero che la malizia è in chi guarda.
Mi scappa un sorriso e i quattro ridacchiano, non sanno bene perché, ma hanno sentito  l'improvviso calo della mia tensione e capiscono che il peggio è passato. Forse pensano che sia stata la nostra comune fede viola a farli uscire dalla brutta situazione.
"E così John è gobbo? Non lo sapevo. Comunque voi avete sbagliato e adesso dobbiamo decidere un' adeguata punizione... Credo che userò il codice di Hammurabi: occhio per occhio."
E li guardo con un ghigno diabolico.
Sono ragazzi svegli, gli bastano pochi secondi per capire.
"No, non puoi farlo..."
"Ti prego, no!..."
"È terribile, qualsiasi cosa, ma questo no!..."
"È invece sì. Prendete i vostri iPad e cambiate gli sfondi dipingendoli di bianconero. Dovrete tenerli così per una settimana. L'unico esentato è Teseo, tanto a lui del calcio non gli importa nulla."
Se ne vanno con le spalle curve sotto il peso di una punizione davvero esemplare, forse anche troppo dura.
Sarà per questo che durante l'intervallo li chiamo accanto a me. Tra le mani ho l'iPad di John.
"Vedete, avete sbagliato soprattutto i tempi: prima era il momento di scrivere, non di fare scherzi, ma ora è ricreazione..."
Ci guardiamo complici, vedo i loro occhi brillare!

Paolo Scopetani

2 commenti :

  1. antonella landi26 marzo 2016 01:41

    Il vostro blog è bellissimo.
    Ma va aggiornato più spesso.
    Scrivete, sfaticati!

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  2. Succede quando il maestro è maschio..

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